L'utilizzo di luci a ultravioletti C nelle sale d'aspetto degli ospedali ridurrebbe drasticamente la diffusione della tubercolosi. A sostenerlo una nuova ricerca presentata su PLoS Medicine. Ogni anno nove milioni di individui vengono colpiti da tubercolosi e due milioni perdono la vita: i tassi d'infezione sono particolarmente elevati nei luoghi ad alto affollamento. ''Quando una persona affetta da tubercolosi tossisce'', spiegano gli esperti, ''il batterio si diffonde nell'aria sotto forma di minuscole goccioline e puo' quindi infettare altre persone, soprattutto le piu' vulnerabili''. La ricerca ha dimostrato che le luci a ultravioletti C sono in grado di neutralizzare i batteri responsabili della patologia, anche i ceppi farmaco-resistenti, danneggiandone il DNA e impedendo loro di crescere e di dividersi. ''Le luci devono essere posizionate abbastanza in alto da garantire che i pazienti non siano sovraesposti'', spiegano i ricercatori, ''e per essere piu' efficaci vanno associate a sistemi di ventilazione che creino un costante ricambio d'aria''. Si tratta di un metodo funzionale ed economico per ridurre le infezioni in Paesi nei quali la malattia e' ancora un flagello e dove non e' possibile adottare altre, piu' onerose, strategie di prevenzione. Fonte: Escombe AR, Moore DJ, et al. Upper-room ultraviolet light and negative air ionization to prevent tuberculosis transmission. PLoS Med 2009; doi:10.1371/journal.pmed.1000043.