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Esistono modelli comportamentali differenti che caratterizzano gli adolescenti maschi a rischio di disturbi del comportamento alimentare dalle adolescenti femmine? Secondo uno studio condotto da ricercatori statunitensi della University of Minnesota assolutamente si'. Se e' vero infatti che i modelli televisivi, la condizione socio-economica della famiglia e le tendenze comportamentali del gruppo di amici rappresentano importanti fattori di rischio per l’insorgenza di disordini alimentati negli adolescenti come bulimia, anoressia e bigoressia, e' pur vero che i giovani maschi sembrano reagire e comportarsi in maniera differente rispetto alle coetanee femmine. Secondo l’autrice della ricerca Dianne Neumark-Sztainer, le manifestazioni caratteristiche di un disturbo alimentare nelle ragazze sono rappresentate da un’attivita' fisica compiuta in modo frenetico ed estremo e da una scarsa autostima di se. Nei ragazzi invece, i comportamenti a maggior rischio sono da ricondurre a sintomi depressivi e apatia, accompagnati da un alimentazione scorretta che privilegia i fast food e le bevande gasate. Dell'argomento si occupa anche un libro uscito recentemente in libreria: ''Giganti d'argilla'', di Laura Dalla Ragione e Marta Scoppetta. Le autrici spiegano perche, improvvisamente, gli uomini non sono piu' immuni da questi disturbi: da quelli "classici", come anoressia, bulimia e disturbi da abbuffata compulsiva, a quelli "nuovi", come l'ortoressia e la bigoressia, piu' specifici del genere maschile e che vedono in una certa cultura del benessere, dello sport e del mondo delle palestre i focolai a cui si ispira l'espressione di forme piu' moderne di disagio. Disturbi specchio di una societa' in cui anche i piu' giovani sono messi costantemente alla prova, anche in assenza di un fine valido e concreto. Fonte: Risk Factors Of Self-induced Vomiting And Other Disordered Eating Behaviors In Overweight. University of Minnesota; 3 agosto 2009.