L'aspirina ha un effetto protettivo contro lo sviluppo del cancro del colon, ma sarebbero necessari studi clinici randomizzati sull'argomento (e organizzarli comporta problemi etici non indifferenti); inoltre esistono importanti effetti collaterali di una terapia a lungo termine con aspirina (il rischio di emorragie, per esempio). Il che porta a concludere che la soluzione migliore e' sviluppare una nuova versione di aspirina piu' sicura. Lo afferma uno studio apparso sulla prestigiosa rivista The Lancet. I ricercatori dell'University of Cardiff coordinati da Peter C. Elwood hanno preso in esame numerosi studi che hanno dimostrato che una terapia a base di aspirina riduce il rischio di formazione e recidiva di polipi intestinali. Uno studio su 80.000 donne, l'US Nurses' Health Study, ha mostrato una riduzione della mortalita' da cancro del 12% con l'aspirina, che dopo 20 anni di trattamento diventa del 44%. ''La dose di aspirina necessaria per avere un simile effetto protettivo dal cancro non e' chiara, c'e' chi sostiene 81 mg al giorno, chi dice che ci vogliono almeno 300 mg al giorno'', spiega Elwood. ''Ma assumere per decenni dosi cosi' alte di aspirina porterebbe a effetti collaterali – in special modo emorragie – troppo pericolosi per bilanciare danni e vantaggi. Percio' l'unica soluzione e' sviluppare un'aspirina che non dia effetti collaterali gravi''. Fonte: Elwood PC, Gallagher AM, Duthie GG et al. Aspirin, salicylates, and cancer. The Lancet 2009; DOI:10.1016/S0140-6736(09)60243-9.