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La Campania occupa il teritorio che si affaccia al Tirreno tra il fiume Garigliano e il golfo di Policastro, ed e' delimitato all'interno da una linea irregolare, che lo separa dal Lazio, dal Molise, dalla Puglia e dalla Basilicata. Si distingue in due grandi sezioni: una fascia litoranea, per lo piu' pianeggiante, ma includente anche rilievi di origine vulcanica (M. Roccamonfina m 1005; Campi Flegrei; Vesuvio) o sedimentaria (M. Lattari m 1443); una parte interna montuosa, frammentata in massicci disordinati (M. Miletto m 2050 e gruppo del Matese, M. Taburno m 1394, gruppo dei Piacentini m 1809, monti Alburni m 1742, M. Cervati m 1898 nel Cilento), separati da bacini interni (Benevento, Avellino) o da pianori, con conseguente irregolarita' anche nel sistema idrografico. Ne deriva una grande varieta' di forme, accentuata dalla complessita' della costituzione geologica dei terreni. Specialmente nei due golfi di Napoli e di Salerno l'alternarsi di pianure e di alture, il frastagliamento del contorno costiero, il rigoglio della vetazione, la presenza sul luminoso mare delle isole di Capri, Ischia e Procida, creano un paesaggio di incomparabile bellezza. Nell'economia della regione svolge ancora un ruolo importante l'agricoltura, le cui condizioni differiscono sensibilmente nelle due zone naturali della regione. Lungo la fascia costiera, fertilissima e favorita dal clima, e nell'agro sarnese-nocerino si concentrano le coltivazioni intensive di ortaggi (pomodori pregiati, cavoli, cavolfiori) e in particolar modo dei legumi (fagioli e piselli) che danno fortissimi rendimenti; inoltre, le colture arboree: la vite (rilievi vulcanici; rinomato il ''Lacrima Christi''), gli agrumi e l'olivo (penisola Sorrentina, Bacoli), gli alberi da frutta (noci, nocciole, peschi, meli, albicocchi, ecc.). Notevole importanza hanno anche le coltivazioni della canapa (Aversa) e del tabacco (Caserta, Benevento, Salernitano). Non trascurabili le produzioni cerealicole con prevalenza del grano tenero, e delle patate, specialmente diffuse nell'interno. Scarso il patrimonio zootecnico. La pesca e' praticata soprattutto a Pozzuoli, Salerno, Procida e Torre del Greco (corallo, spugne). Il maggior impiego della popolazione attiva e' pero' oggi dato dal commercio, dai servizi e dalle industrie, concentrate particolarmente intorno a Napoli e a Salerno: vari complessi industriali sono anche nel Casertano e in misura minore anche nelle altre province. Degni di rilievo e assai noti gli impianti rivolti alla trasformazione o conservazione dei prodotti agricoli (industrie conserviere, pastifici, tabacchifici), i complessi siderurgici di Bagnoli e di Torre Annunziata, quelli meccanici di Pozzuoli, automobilistici e aeronautici di Pomigliano d'Arco, i cantieri navali di Castellammare di Stabia, gli stabilimenti tessili (cotonifici a Capodichino, Salerno; linifici a Frattamaggiore), le industrie chimiche (Casoria) ed elettroniche a Napoli. Notevole incremento ha registrato anche l'industria del cemento (Coroglio, Salerno), della ceramica e della vetreria (Salerno), e dei materiali da costruzione in genere. La produzione di energia elettrica si avvale degli impianti idroelettrici del Matese, di varie centrali termoelettriche e della centrale termonucleare del Garigliano. Da ricordare la lavorazione artigianale del cuoio, delle pelli e dei guanti (Napoli), quella del corallo, della madreperla e dell'avorio (Torre del Greco), dall'intarsio (Sorrento) e della ceramica (Vietri). Nel campo commerciale di gran lunga il maggior polo e' dato da Napoli, come centro di affari; il suo porto e' uno dei piu' importanti del Mediterraneo, attivo specie per il movimento dei passeggeri; contribuisce a dargli incremento la presenza di una grandiosa raffineria. Non e' infine da sottovalutarel'importanza economica rappresentata dal turismo che si avvale di risorse eccezionali per arte, archeologia e bellezze naturali (suggestivo e' il tratto della costa degli Infreschi, nel Parco Nazionale del Cilento), e delle correnti di traffico facilitate dalle nuove autostrade e dalle tangenziali attorno a Napoli. Capoluogo della regione e' Napoli; altri capoluoghi di provincia sono Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. STORIA.- A partire dal sec. VIII a.C. varie colonie greche si stabilirono lungo la zona costiera della regione, come Cuma, Napoli, Paestum e altre. La loro espansione venne minacciata dagli Etruschi che nel VI sec. a.C. fondarono Capua. Fu appunto Capua che nel 330 a.C. si uni' a Roma per far fronte all'urto delle popolazioni sannitiche provenienti dall'interno. Cosi' ebbe inizio il rapido processo di romanizzazione della Campania, che Augusto assegno' alla I Regione, comprendente anche il Lazio, e che Diocleziano, poi, considero' provincia a se'. L'unita' territoriale, conservatasi ancora sotto gli Ostrogoti e i Bizantini, si scompose con l'avvento dei Longobardi, i quali raggrupparono Capua e gran parte dell'entroterra attorno al ducato di Benevento (570); piu' tardi questo ducato assorbi' anche Salerno, che pero' nell'846 si costitui' in principato autonomo. Un altro principato si formo' poi a Capua, che nel 900 estese il suo dominio su Benevento. Mentre queste vicende si svolgevano nei domini longobardi, nel restante territorio sopravviveva l'ordinamento bizantino, rappresentato dal ducato di Napoli, che pero' andava sempre piu' svincolandosi da ogni soggezione al lontano impero. La tendenza all'autonomia, comune a tutta la regione, si accentuo' soprattutto ad Amalfi, che liberatasi dai Longobardi si diede propri ordinamenti (IX-X sec.), traendo dai traffici marittimi grande prosperita'. Indebolita da troppe divisioni, la regione divenne facile preda dei Normanni, che dalla contea di Aversa (1030) allargarono gradatamente il loro dominio a Capua e alla parte settentrionale, nel 1077 annessero Salerno, e nel 1139 anche Napoli. Le vicende dela Campania si identificarono da allora con quelle del Regno di Sicilia, poi Regno di Napoli e infine Regno delle Due Sicilie. Nei sec. XII-XIII fu soggetta alla monarchia normannosveva; poi, e fino all'inizio del sec. XVI, a quella angioino-aragonese, che fece di Napoli la capitale del regno. Segui' un lungo periodo di dipendenza dalla Spagna (1503-1734), che vi istitui' vicereame. Con Carlo di Borbone la regione riacquisto' l'autonomia, durata, salvo l'agitato periodo napoleonico (formazione della Repubblica Partenopea, poi degli effimeri regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat), fino al 7 settembre 1860 quando Garibaldi con la sua entrata in Napoli ne consacro' l'unione al Regno d'Italia. ARTE.- La Campania e' una delle regioni piu' ricche testimonianze dell'antichita' classica. Basti ricordare i complessi archeologici di Paestum, di Cuma, di Pompei, di Ercolano, gli anfiteatri romani (Pozzuoli; S. Maria Capua a Vetere), il complesso palaziale imperiale di Baia, gli archi di trionfo (Benevento), le grandiosi cisterne (Bacoli), le ville (Capri), i ponti (Sessa Aurunca), i sepolcri, ecc., sparsi dovunque. Documentazioni archeologiche del piu' alto alto interesse sono custoditi in vari musei, soprattutto in quello di Napoli, uno dei piu' ricchi del mondo. Anche l'arte paleocristiana ha lasciato nobili documenti a Napoli (battistero di S. Giovanni in Fonte; catacombe di S. Gennaro), a Nocera (S. Maria Maggiore) e a Cimitile. Monumenti d'epoca longobarda si trovano a Capua e a Benevento (S. Sofia). Col sec. XI ebbe inizio l'eta' aurea della vita artistica in Campania. Da allora fino al sec. XIII sorsero in gran numero e splendide le chiese e le cattedrali (Sessa Aurunca, Capua, S. Angelo in Formis, Caserta Vecchia, Salerno, Amalfi, Ravello); nella loro struttura come nella decorazione si ritrovano spesso mescolati elementi classici, bizantini, lombardi ed arabo-normanni, che si riscontrano pure nelle superbe opere di scultura (pulpiti e amboni; porte in bronzo) di cui si ornano. Un prezioso documento di pittura bizantino-cassinese e' il grande ciclo di affreschi sulle pareti di S. Angelo in Formis. L'introduzione delle formr gotiche nella regione avvenne nel sec. XIII per opera degli Angioini, che vi chiamarono a lavorare architetti francesi, come poi gli Aragonesi vi chiamarono architetti catalani. Napoli insieme con la politica prese allora anche la supremazia artistica, e la mantenne poi costantemente. Al di fuori di Napoli qualche esempio di architettura gotico-catalana si trova a Capua e a Carinola. Per tutto il periodo del Rinascimento e durante i secoli del Barocco, la regione non fece che riflettere e assai pallidamente quanto in fatto d'arte avveniva nella capitale. L'unico monumento, ma di grande rilievo, che sorse in provincia fu il palazzo reale di Caserta, capolavoro del Vanvitelli e dell'architettura italiana del '700. COSTIERA AMALFITANA.- E' uno dei piu' famosi itinerari turistici d'Italia, fama ampiamente meritata per l'eccezionale bellezza delle vedute che si susseguono incessanti in un fantastico scenario di rocce precipiti, di dirupi e valloni, di pittoreschi abitati, tra una vegetazione varia e lussureggiante, sempre contro l'azzurro sfondo del mare. Da Sorrento si possono seguire due strade: la piu' breve e' quella detta del ''Nastro Azzurro'', che sale ampia e con magnifici scorci panoramici sul piano di Sorrento e sul golfo di Napoli passando sotto l'abitato di S. Agata sui due Golfi, raggiunto anche dall'altra, piu' stretta e tortuosa, che corre in cornice lungo l'estrema punta della penisola toccando Massa Lubrense e Termini. Da S. Agata si corre sul crinale e, raggiunta la Costiera Amalfitana in vista dei caratteristici scogli li Galli, si scende gradatamente in spettacoloso scenario verso Positano con splendide visioni della sua azzurra insenatura. Sempre in cornice si gira il capo Sud e la scena cambia; si toccano minuscoli paesetti in un alternarsi di selvaggi valloni, di baie con minuscole spiaggette, di frastagliati promontori. Dopo Conca dei Marini si apre l'insenatura in cui e' raccolta Amalfi, appoggiata al monte; piu' oltre, le pittoresche Atrani e Minori, tra belle quinte montuose. D'obbligo la salita da Atrani a Ravello; chi ha tempo prolunghi l'escursione da Ravello al valico di Chiunzi, scendendo poi a Maiori per la selvaggia valle di Tramonti. Un breve tratto pianeggiante, poi la strada si arrampica nuovamente per superare le rupi di Capo d'Orso, oltre il quale si apre l'ampio golfo di Salerno. DA VEDERE.- Chi fa il giro per Massa Lubrense scenda al pittoresco borgo di Marina della Lobra; avendo tempo ci si porti da Termini alla punta della Campanella e da S. Agata sui due Golfi all'ex convento del Deserto, entrambi bei punti panoramici. Prima di Positano si sosti al Ponte dei Libri, lanciato su una profonda forra, e al Belvedere, che domina l'abitato estremamente pittoresco; ci si soffermi alla parrocchiale e alla spiaggetta. Dopo Praiano si attraversa l'impressionante Vallone di Furore; poco oltre si visiti la Grotta di Smeraldo. Da Vettica Minore merita salire per bella strada panoramica (km 16) all'altopiano di Agerola, in paesaggio quasi alpestre, portandosi allo spettacolare belvedere di S. Lazzaro. Amalfi si presenta in un quadro di vivace bellezza; si visiti il Duomo, il chiostro del Paradiso e si faccia una passeggiata nella valle dei Mulini. Anche Atrani e' pittoresca nella sua insenatura; la chiesa di S. Salvatore ha belle porte in bronzo. A Ravello, una delle gemme dell'itinerario, del piu' alto interesse sono il Duomo e le ville Rufolo e Cimbrone, col suo spettacolare belvedere; non si trascuri una puntata a Scala a visitare il Duomo. A Minori sono notevoli i resti di una villa romana. Maiori e' un bell'abitato, con una delle spiagge piu' ampie della costiera; degna di nota la chiesa di S. Maria a Mare, col suo piccolo museo. Si sosti al belvedere di Capo d'Orso per un'ultima visione d'insieme della costiera di Amalfi. Pittoreschi sono la spiaggia e l'abitato di Cetara, con un'antica torre. Salerno vanta un superbo Duomo e notevoli raccolte nell'annesso museo e soprattutto in quello Provinciale. Si faccia una passeggiata sul bel lungomare. ACQUISTI.- Tutti i centri toccati hanno botteghe rigurgitanti di oggetti-ricordo e artigianato vario. Di produzione locale a Sorrento i merletti, le seterie, i mobiletti e gli altri lavori in legno intarsiato; lungo tutta la Costiera Amalfitana, le ceramiche e le piastrelle decorate, acquistabili presso i laboratori di Amalfi, Atrani, Minori e Vietri. A Ravello, vini locali di gran pregio. CURIOSITA'.- Gli scogli li Galli, al largo di Positano, sarebbero stati, secondo una leggenda, il ricetto delle mitiche sirene che ammaliarono Ulisse. Un'altra leggenda lega le sirene alla tarantella, la tipica danza che si vuole originaria di Sorrento. Le sirene erano belle fanciulle che ballavano sfrenatamente la tarantella, tanto da infastidire le Grazie che per punizione mutarono le loro gambe in coda di pesce.