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Per le province:GoriziaPordenoneTriesteUdine e dintorni, qui sopra troverai le strutture ricettive inverno 2011-2012 per tutte le tasche e disponibilità. Dopo aver scelto l'albergo, villaggio, hotel, solo prima colazione, campeggio per la regione Friuli_Venezia_Giulia, su Soloprimi troverai indicate le principali attrazioni, musei, sagre, feste patronali e tradizionali, siti archeologici, teatri, chiese e conventi più interessanti.


Il Friuli Venezia Giulia, terra di romani, veneziani, longobardi e asburgo e' un patrimonio di tesori d'arte. E' un immenso ginepraio di arte, che racconta storie uniche, da ascoltare lentamente, da rivelare poco a poco per fissarne i riflessi piu' particolari e magici. In questa regione si ascolta il palpito dell'incrocio di culture e popolazioni diverse. Qui nel corso dello scorrere dei secoli, si sono avvicendati popoli e tradizioni. Questi incroci hanno lasciato perle artistiche e culturali nonche' tradizioni tutte da vedere e scoprire. Trieste e' una citta' ricca di eleganti architetture del periodo asburgico e di caffe' storici, con un mare che sembra un tutt'uno con la citta'. Un mare che l'ha consacrata come citta' cosmopolita. Sono presenti i segni del culto evangelico, cattolico, serbo-ortodosso, valdese, greco-ortodosso ed ebraico, con la presenza di un ghetto antico popolato di rigattieri e antiquari. Gorizia, citta' dei giardini che con fare austero e signorile manifesta tutto il suo fascino mitteleuropeo, luogo di primo piano congiuntamente ai territori circostanti, della Prima Guerra Mondiale. Udine, invece, attrae il turista con osterie tradizionali ed i capolavori del Giambattista Tiepolo, piazze ordinate ed eleganti vie su cui si affacciano palazzi in stile veneziano e liberty. Pordenone, la citta' ricca di portici e dei palazzi con affreschi, protagonista di eventi interessanti, come 'pordenonelegge.it', festival della letteratura. E a seguire... tante perle artistiche che lasceranno il turista meravigliato. I borghi tipici del Friuli Venezia Giulia: Aquileia, detta la seconda Roma, con il piu' esteso ciclo paleocristiano a mosaico dell'Occidente. Palmanova, detta la citta'-fortezza a nove punte, esempio austero di architettura militare. San Daniele, la piccola Siena del Friuli conosciuta anche per essere il luogo di origine del rinomato (a livello mondiale) prosciutto. Spilimbergo, e la sua Scuola di Mosaicisti del Friuli conosciuta in tutto il mondo. Cividale del Friuli, dove ebbe sede il primo ducato longobardo d'Italia. Venzone, citta' medievale tutta costruita in pietra, con le singolari mummie. Maniago, la citta' dei coltelli artigianali. Valvasone, il suo castello e il borgo medievale. Codroipo, dove troviamo Villa Manin, ultima residenza dei dogi Veneziani. Grado, con il suo magico centro veneziano. Sacile, chiamata il Giardino della Serenissima e attraversata dal Livenza. Muggia, vecchio borgo istriano-veneto. Sesto al Reghena, e la sua abbazia gioiello d'architettura medievale. La regione, estremo lembo orientale dell'Italia continentale, occupa negli attuali confini il territorio compreso tra i corsi del Tagliamento-Livenza a Ovest e dell'Isonzo a Est, e, oltre questo, la striscia di territorio includente Trieste; e' limitata a Nord dalla catena spartiacque delle Alpi Carniche a Nordest da una sezione delle Alpi Giulie. Abbraccia una zona di pianura, estesa dall'anfiteatro morenico del Tagliamento alla costa adriatica, bassa e lagunare tra il Tagliamento e Monfalcone; una zona subalpina (Prealpi Carniche) di terreni marnoso-arenacei del terziario (M. Cavallo, Altopiano del Cansiglio); una parte alpina, a Nord dell'alto corso del Tagliamento-Fella, culminante con un muraglione rettilineo dal passo di M. Croce di Comelico a Tarvisio, non molto elevato( massima vetta, il M. Coglians m 2780) e impervio, con cime ora foggiate in larghe groppe, ora in torrioni di linea dolomitica. A Est del medio e basso Isonzo si sviluppa la zona del Carso, non molto elevato quello monfalconese, caratterizzato da alcuni laghetti, piu' vasto e piu' elevato quello triestino, con i fenomeni piu' vistosi e maggiormente noti (Grotta Gigante, tra le numerosissime). Notevole e' l'industria e l'artigianato del legno a Tricesimo e nell'anfiteatro morenico del Tagliamento (sedie di ogni tipo). Trieste e' un attivissimo porto, il maggiore dell'Adriatico. Notevole importanza economica ha l'industria turistica, soprattutto quella balneare (Lignano Sabbiadoro, Grado, riviera triestina). Capoluogo di regione e' Trieste; gli altri capoluoghi di provincia sono Gorizia, Pordenone e Udine. STORIA.- La regione, romanizzata nel II-I sec. a. C., fu unificata e inclusa nella X Regione (Venetia et Histria), di cui Aquileia divenne il principale centro. Sconvolta dalle invasioni barbariche, rimase divisa in due parti durante il dominio longobardo (VI-VIII sec.): la Venezia terrestre, raccolta attorno al ducato del Friuli (Cividale), e la Venezia marittima sotto Bisanzio (Grado). Il dominio franco succede nel Friuli a quello longobardo, mentre va gradatamente imponendosi l'autorita' dei patriarchi di Aquileia e di altri vescovi. Col XI sec. Aquileia si afferma come il piu' grande principato civile ed ecclesiastico dell'Italia del Nord (Friuli e Istria). I territotri piu' orientali sono pero' controllati dai potenti Conti di Gorizia (dal XI al XV sec.). Cresceintanto la potenza di Venezia, che nel 1420 assoggetta il Friuli e domina commercialmente e a tratti militarmente anche il territorio triestino. Fino all'avvento napoleonico la regione rimane divisa tra Venezia e i possessi dei duchi di Casa d'Austria; Trieste gode di privilegi e nel 1719 e' dichiarata porto franco. Dopo una prima cessione con il trattato di Campoformio (1797), l'intera regione passa definitivamente all'Austria nel 1815. I sentimenti d'italianita' delle popolazioni trovano il loro appagamento solo nel 1866 nella provincia di Udine, mentre devono attendere fino al 1918 nel restante territorio goriziano, triestino e istriano, sconvolto poi ancora dagli avvenimenti della seconda guerra mondiale. ARTE.- Vestigia della civilta' romana si trovano sparse in tutta la regione: a Trieste (Teatro), a Concordia Sagittaria presso Portogruaro e soprattutto ad Aquileia, importantissimo centro archeologico della bassa romanita'. Grado vanta importanti edifici (S. Eufemia; Battistero) del periodo paleocristiano (V-VI sec.) di carattere ravennate; Cividale del Friuli una singolare costruzione (Tempietto) e opere di scultura del periodo longobardo. Lo splendore del patriarcato di Aquileia e' attestato dalla basilica, che nell'attuale aspetto e' un superbo monumento romanico-gotico, ma conserva mosaici pavimentali fra i piu' splendidi del periodo paleocristiano. Notevoli esemplari di architettura gotica, non esenti da influssi nordici, sono i due Duomi di Gemona del Friuli e di Venzone. A partire dal sec. XV il Friuli diviene una provincia artistica di Venezia, e Udine assume nella sua piazza centrale quella fisionomia veneziana che le da' carattere e monumentalita'. LA CARNIA.- L'itinerario, che si svolge tutto in montagna, fa un ampio giro attraverso la Carnia, portando alla scoperta di una regione alpina poco nota, alla quale, tuttavia, le intatte bellezze naturali, la ricchezza e la varieta' della flora, le caratteristiche dell'ambiente umano meriterebbero piu' ampie fortune turistiche. Da Tolmezzo risalendo la larga valle del Tagliamento si va a Villa Santina e a Enemonzo, dove il paesaggio acquista deciso carattere alpino. Sopra Ampezzo si prende la stretta strada che attraverso una gola sale con gallerie al lago artificiale di Sauris e a Sauris; di qui si prosegue per strada erta e difficile alla sella di Razzo m 1760, ove si apre un verde altopiano. Superata la forcella Lavardet m 1542, con belle viste sulle vicine Dolomiti, si scende nella stretta val Frison a raggiungere a Campolongo la Statale N. 355, sulla quale si risale l'alta valle del Piave ove si stende Sappada. Superato il valico di Cima Sappada m 1286, sempre fra folti boschi si scende nella valle del Degano fino a Comeglians e qui si devia a sin. nella Statale N. 465 a superare l'aperta sella di Valcalda m 959, fra belle praterie, ove e' la stazione estiva e invernale di Ravascletto. Discesa nella valle del But a Paluzza, dove per una stretta strada si compie il giro del M. Tersadia, superando la forcella di Lius m 1010 e la forcella di Duron m 1121. Raggiunto il pittoresco abitato di Paularo, si segue la valle del Chiarso', caratterizzata da alcune forre e da una cascata e, giunti a Cedarchis, si riprende la valle del But poco a monte di Tolmezzo. DA VEDERE.- A Tolmezzo chi s'interessa di folclore visiti il Museo Carnico d'Arte Paesana. A Socchieve si puo' salire all'antica chiesetta di S. Martino che racchiude una bella pala e un affresco nell'abside, di Gian Francesco da Tolmezzo. Percorsi 7 km sulla strada per Sauris, si sosti alla piu' prossima piazzola, per portarsi a piedi a osservare l'abisso del Lumiei dal ponte del Buso. A Sauris di Sotto e di Sopra, interessanti le pittoresche case e le due chiese quattrocentesche, che custodiscono pale gotiche. Nella discesa dalla Forcella Lavardet si noti la curiosa cappella ottagonale della Madonna della Difesa alle Terze. A Presenaio nella chiesetta di S. Volfango e' un bell'altare dorato. Dal bivio presso la galleria si consiglia vivamente l'escursione in auto (per 6.5 km, fino alla Malga Costa d'Antola) nella solitaria e selvaggia val Visdende, folta di boschi. Prima di Sappada si sosti al ponte dell'Acquatona, da cui si scende per sentieri e scale nell'impressionante orrido del Piave. Da Cima Sappada si puo' salire in seggiovia al Pian dei Larici, bel punto di vista sotto Cima Dieci; interessante anche l'escursione, parte in auto (km 8) per stretta carreggiabile, al rifugio Pier Fortunato Calvi, alle sorgenti del Piave. A Paluzza dare un'occhiata alla moderna parrocchiale, che incorpora un'abside quattrocentesca con un bell'altare intagliato. A Paularo notevoli alcune case nel vecchio stile carnico, fra cui la casa Gerometta (1591), e il settecentesco palazzo Fabiani. Scendendo la valle del Chiarso', notare prima di Salino la curiosa cascata del Rio Lambrugno. A Zuglio si vadano a vedere gli scavi romani ai margini del paese; chi ha tempo puo' salire (parte in auto e parte a piedi) in direzione di Fielis alla chiesetta di S. Pietro in Carnia, una delle piu' antiche della regione (chiavi presso il parroco di Zuglio; altare dorato, pala e affreschi quattrocenteschi), e alla vicina chiesa settecentesca della Madonna. ACQUISTI.- Mobili rustici, legno intagliato, sci e accessori a Tolmezzo; burro, formaggi e selvaggina in qusi tutte le localita'; caratteristici i ''bronzini'', paioli di bronzocon tre piedi, fabbricati specialmente a Pesariis; buona la produzione della grappa di prugne, sul tipo della ''slivoviza''. CURIOSITA'.- Suggestiva e' a Zuglio la festa dell'Ascensione, durante la quale si svolge l'antico rito del ''bacio delle Croci''. Tutte le parrocchie della valle mandano le loro croci, guarnite di nastri, alla chiesa di S. Pietro, dove ogni crocifero fa toccare la propria, inchinandola, con la croce di S. Pietro in segno di omaggio e di solidarieta'; riceve in premio una modesta somma di danaro.