Siete in: HOME > Lazio

Alberghi, hotel, bed and breakfast, FR, LT, RI, RM, VT






Per le province:FrosinoneLatinaRietiRomaViterbo e dintorni, qui sopra troverai le strutture ricettive inverno 2011-2012 per tutte le tasche e disponibilità. Dopo aver scelto l'albergo, villaggio, hotel, solo prima colazione, campeggio per la regione Lazio, su Soloprimi troverai indicate le principali attrazioni, musei, sagre, feste patronali e tradizionali, siti archeologici, teatri, chiese e conventi più interessanti.


Il Lazio rappresenta una delle regioni piu' importanti a livello culturale d'Italia ed Europa, per i suoi tesori storici, artistici ed archeologici, ma anche architettonici, culturali e religiosi. La citta' di Roma ed il suo straordinario patrimonio e' solo il principale tra molteplici punti di interesse tra paesi, monasteri, chiese, monumenti e siti vari della regione. Roma ed il suo Centro storico , i territori extraterritoriali della Citta' del Vaticano nella citta' e la Basilica di San Paolo fuori le mura sono tra i beni protetti dall'UNESCO , come patrimonio culturale della citta' e del mondo. Nel Lazio troviamo anche Villa Adriana, Villa d'Este a Tivoli e le Necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri rientrano tra il patrimonio protetto. I siti di interesse turistico a Roma, le aree archeologiche, tra le quali ricordiamo il Foro Romano, i monumenti come il Colosseo simbolo della citta' eterna, alle chiese, con la Basilica di San Pietro centro del Cattolicesimo, gli archi, i ponti, le bellissime fontane, le mura Aureliane e le loro porte, gli obelischi, le piazze e le vie. Ammirare questi posti e' facile, basta passeggiare in giro per la citta' in una mattina di sole�non ha prezzo!! Nel territorio regionale troviamo siti archeologici di bellezza unica come quelli vicina ad Ostia Antica, il Tempio di Ercole a Cori, e poi il Tempio di Giove Anxur nella citta' di Terracina, il sito di Forum Appii poco distante da Sezze, di Lavinium a Pomezia, a quelli etruschi di Vulci, la Necropoli di Tuscania o quella del Colle dei Monterozzi a Tarquinia. Da non perdere le citta' fortificate preromane: l'acropoli di Alatri, ben conservata, quella di Ferentino con il mercato romano, e inoltre Atina e Arpino; universalmente note le antiche abbazie di Montecassino, Subiaco e Casamari, Trisulti, Fossanova. Turismo molto sviluppato anche presso le fonti termali di Fiuggi e Viterbo, famosa quest'ultima anche per il quartiere medievale di San Pellegrino e per il Palazzo Papale, e le localita' marittime di Sabaudia, Terracina, Ponza, Gaeta, Sperlonga e San Felice Circeo. Da visitare anche i famosi Castelli Romani, gruppo di paesi al sud est di Roma, famosi per la storia e le loro tradizioni enogastronomiche. STORIA.- L'odierno Lazio appare abitato in epoca storica dagli Etruschi nel territorio a d. del Tevere; dai Latini, organizzati in una lega di citta' strette da vincoli religiosi (Alba Longa), in quello a sin. del fiume; da Ernici, Equi e Volsci nelle valli del Sacco e del Liri. Nel IV sec. a. C. tutta la regione era riunita sotto il dominio di Roma, di cui poco a poco divenne quasi il vasto suburbio. La divisione augustea assegno' il Lazio meridionale, insieme alla Campania, alla I Regione, mentre la parte a Nord e a Ovest del Tevere fu inclusa nella VII (Etruria). Dopo la caduta (476) dell'Impero Romano, determinanti per il futuro assetto politico della zona furono le vicende del periodo che va dal VI all'VIIIsec., caratterizzato da incessanti guerre tra Longobardi e Bizantini, i quali vi avevano formato un nucleo amministrativo e militare (ducato di Roma). S'inserisce in questo contrasto la Chiesa che, proprietaria dalla fine del VI sec. di alcuni territori (Patrimonio di S. Pietro) e avvalendosi del favore acquisito tra le popolazioni, si sostituisce gradatamente alle declinanti autorita' bizantine. Il potere di fatto del Papato ha poi la sanzione di diritto con le donazioni dei Franchi. Si delinea intanto un altro elemento non meno importante per la storia della regione: l'affermarsi, assieme al monachesimo, di alcune grandi famiglie che avevano accentrato nelle loro mani grandi proprieta' terriere. Per lunghi secoli, fino alla meta' del '500, le vicende del Lazio si identificano con i contrasti, complicati talora da interventi esterni, di queste famiglie tra di loro, col Papato, con l'organismo municipale di Roma e con centri minori. Il Papato si destreggia in queste contese, atteggiandosi diversamente a seconda dei mutevoli interessi del momento, per fronteggiare specialmente la minaccia rappresentata dagli imperatori durante la lotta per le investiture. Risorgono le forze particolaristiche locali durante il periodo avignonese del Papato (1305-77), quando spadroneggiano i baroni. Ma l'azione risoluta del cardinale Albornoz (1353-67) rialza il prestigio e l'autorita' del pontefice, messi a dura prova da devastazioni (1365), poi da insurrezioni (1375-78), infine dagli scismi (1378-1449). Le maggiori famiglie (Caetani, Colonna, Orsini e Savelli) sono gradatamente fiaccate in estenuanti lotte, culminate nella prima meta' del '500 col definitivo trionfo della S. Sede (papi Alessandro VI, Paolo III e Paolo IV). Da allora la regione segue la storia del piu' ampio Stato Pontificio, finche' nel 1870 avviene l'unione col resto d'Italia. ARTE.- IL Lazio superiore conserva forse le maggiori testimonianze della civilta' etrusca (Veio; Vulci; necropoli di Tarquinia e di Cerveteri), mentre nel territorio a Sud di Roma rimangono notevoli monumenti dell'epoca preromana (acropoli e cinte poligonali di Norma, Ferentino, Alatri, Arpino). A prescindere da Roma, l'arte romana ha lasciato tracce grandiose in tutta la regione sin dal periodo repubblicano (Palestrina; Tivoli; Terracina; Cori, ecc.) e particolarmente durante l'impero (Ostia; Villa Adriana presso Tivoli; Albano; Anzio; Formia; Gaeta). Dall'alto medioevo fino al sec. XIV si assiste in tutto il Lazio a un'intensa attivita' artistica. Sorsero in forme romanico-lombarde, tra l'altro, le grandiose chiese di S. Pietro e di S. Maria Maggiore a Tuscania, S. Flaviano a Montefiascone, S. Maria di Castello a Tarquinia; con elementi lombardi misti a romani, S. Elia presso Nepi, il Duomo di Anagni ecc.; improntati del tutto ai modi della coeva architettura in Roma, i Duomi di Terracina e di Civita Castellana, il chiostro di S. Scolastica a Subiaco, numerosi campanili. Al principio del '200 i monaci cistercensi erigevano nelle forme gotiche di Borgogna le splendide abbazie di Fossanova a Casamari, e al nuovo stile si ispiravano le chiese di Ferentino, di Priverno, la badia di Valvisciolo. Una peculiare architettura gotica realizzava Viterbo nel palazzo dei Papi, in chiese ed abitazioni private, nelle fantasiose sue fontane. Gotiche sono pure le pittoresche costruzioni del Sacro Speco di Subiaco, ove nel '200 e '300 la pittura lascio' il piu' vasto ciclo di affreschi della regione, mentre marmorati romani disseminavano dovunque mosaici pavimentali, amboni, cibori e portali. Nel periodo del Rinascimento una piu' stretta unita' artistica si stabilisce tra il Lazio e Roma. Tra le maggiori creazioni del '400 vanno ricordati S. Maria della Quercia a Viterbo, il palazzo Vitelleschi, ancora parzialmente gotico, a Tarquinia, il grandioso castello Orsini di Bracciano, le fortezze di Ostia, di Nettuno, di Civita Castellana. Benozzo Gozzoli, Lorenzo da Viterbo, Antoniazzo Romano diffondevano in provincia i modi della nuova pittura. Dal sec. XVI ogni manifestazione artistica nella regione non solo reca il segno di Roma, ma e' da questa direttamente promossa; cosi' e' del palazzo Farnese a Caprarola, della villa d'Este a Tivoli, della villa Lante a Bagnaia, del forte di Civitavecchia, delle numerose ville patrizie che dal '500 al '700 andarono sorgendo nei luoghi piu' ameni e segnatamente a Frascati. Solo nel meridione ebbe prevalenza l'influsso napoletano, che inspiro' in gran parte i rifacimenti barocchi della famosa abbazia di Montecassino. DA VITERBO A ORVIETO PER IL LAGO DI BOLSENA.- L'itinerario, di interesse prevalentemente panoramico, compie un giro attorno al bel cratere vulcanico del lago di Bolsena, spingendosi in Umbria fino alla splendida Orvieto, alta sulla sua rupe di tufo. Si lascia Viterbo per una strada secondaria che corre verso Nord sull'ondulato altopiano che separa il bacino del fiume Marta e il lago di Bolsena dalla valle del Tevere, toccando i resti dell'antica Ferento e Bagnoregio, scendendo poi tra vigneti nella conca orvietana. Saliti all'acropoli, si ritorna per la Statale N. 71 a rivalicare l'altopiano, scendendo a Bolsena. Inizia il circuito del lago l dapprima lungo la sponda settentrionale, poi elevandosi sul bordo con bellissimi panorami da Gradoli a Valentano, dominando l'intero specchio delle acque, da cui emergono le due isolette. Costeggiata la piatta sponda meridionale, si sale a Montefiascone, da cui si ha un'ultima bellissima veduta della cerulea distesa, poi si segue la via Cassia, lanciata in declivio verso la piana di Viterbo. DA VEDERE.- Viterbo rimane impressa per il suo intatto aspetto medioevale e le sue belle fontane. Ci si porti in piazza S. Lorenzo ove sono il bel palazzo Papale e la Cattedrale; si percorrano le pittoresche vie del quartiere duecentesco fino alla Piazza Fontana Grande. Il piu' importante resto dell'antica Ferento e' costituito dal teatro. Da Bagnoregio non si manchi l'escursione al singolare borgo della Civita, ''la citta' che muore''. Sotto Orvieto si salga alla suggestiva abbazia dei Ss. Severo e Martirio, romanico-gotico. A Orvieto si dedichi il maggior tempo al magnifico Duomo; si visitino quindi i palazzi Soliano (Museo dell'Opera del Duomo) e del Popolo e la chiesa di S. Andrea. Famosa curiosita' e' il cinquecentesco pozzo di S. Patrizio. A Bolsena si visiti la chiesa di S. Cristina; meritano un'occhiata il castello e il borgo medioevale. A Gradoli, in bella posizione sopra una balza tufacea, notare nel vecchio borgo il grandioso palazzo Farnese. A Valentano puo' interessare il panorama sulla immensa conca di un antico cratere e quello sul lago di Bolsena, che si ha da un giardinetto presso la Porta S. Martino. Entrando a Capodimonte ci si soffermi sul bel lungolago da cui appare magnifico il paese disteso su di una penisoletta e dominato dal grandioso castello Farnese. A Marta si da un'occhiata al borgo antico e si percorra il carateristico lungolago. A Montefiascone portasi sull'alto al Duomo e ai resti della rocca, bellissimo punto di vista sul lago; all'inizio della strada per Orvieto, la singolare chiesa romanica di S. Flaviano. ACQUISTI.- Vini bianchi a Orvieto, Aleatico a Gradoli e Est Est Est a Montefiascone. Artigianato di imitazione medioevale a Orvieto e Bolsena. CURIOSITA'.- Bolsena e' nota per la leggenda di S. Cristina, che sottoposta dal padre, prefetto romano, ad ogni sorta di torture perche' rinnegasse la fede cristiana, fu anche gettata nel lago legata ad una pietra. Ma la pietra miracolosamente galleggio' sostenendo la santa e conservando le impronte dei suoi piedi; nel X sec. fu tramutata in lastra di altare e vide il famoso miracolo dell'ostia grondante di sangue, avvenuto nel 1263 in quella che oggi e' appunto chiamata Cappella del Miracolo. GIRO DEI CASTELLI ROMANI.- Complemento alla visita di Roma e' una puntata ai vicini Colli Albani, alla scoperta dei Catelli Romani. Il giro qui proposto ne rappresenta l'itinerario piu' classico attraverso un'amenissima zona a cocuzzoli d'origine vulcanica coperti di boschi e vigneti, punteggiati di ridenti cittadine e antiche ville, in mezzo ai quali occhieggiano, al fondo di antichi crateri, due bellissimi laghi. Da Roma per una qualsiasi radiale si raggiunge il grande raccordo anulare, da cui si stacca l'autostrada del Sole verso Napoli; questa inizia tosto a salire verso i Colli Albani, ai cui piedi si esce alla stazione S. Cesareo. Una solitaria stradetta in salita porta al ridente paese di Montecompatri, da cui si scende con bel panorama a Monte Porzio Catone, entrambe belle localita' di villeggiatura. Il percorso si anima avvicinando Frascati e scendendo successivamente tra ville e vigneti a Grottaferrata; qui si punta decisamente verso monte salendo alla panoramica pittoresca Rocca di Papa. Si e' ora sul boscoso versante che domina il lago di Albano; effettuata la puntata a Monte Cavo, si scende e si segue la via dei Laghi attraverso il verde altopiano dei Pratoni, raggiungendo Nemi, affacciato al suo lago, sacro nell'antichita' a Diana. Giunti a Velletri, si segue per breve tratto la via Appia deviando per Lanuvio; toccate Genzano ed Ariccia, si raggiunge Albano Laziale e, per l'ombrosa Galleria di Sotto, Castel Gandolfo, dopodiche' si effettua il periplo quasi completo del lago di Albano per la Galleria di Sopra ritornando sulla via dei Laghi (vari belvedere). Si scende in riva al lago sotto Castel Gandolfo; una galleria immette sul raccordo per la via Appia Nuova, che riporta a Roma. DA VEDERE.- A Monte Porzio Catone sostare nella panoramica piazza Borghese. Passando sotto il bel palazzo omonimo, salire nel borgo antico fino alla seicentesca parrocchiale. Prima di Frascati notare sulla sinistra l'Osservatorio Astronomico del Tuscolo, e piu' avanti, la villa Mondragone. Entrati in citta', portarsi sull'aperta piazza Marconi, a cui fa da sfondo la scenografica villa Aldobrandini. Un'escursione raccomandata (km 2), e' quella alle rovine romane di Tusculum, in splendida posizione. Grottaferrata e' famosa per l'abbazia greco-cattolica di S. Nilo, che merita un'attenta visita. Gli amanti del buon vino effettuino una puntata (km 3) a Marino, ricca di vita popolare; in fondo alla via principale e' il massiccio palazzo Colonna. A Rocca di Papa, in cima all'abitato e' l'antico quartiere dei Bavaresi; bella chiesa dell'Assunta. Il santuario del Tufo, nel bosco sopra il lago di Albano, trae il nome da un masso di tufo affrescato da Antoniazzo Romano. In basso e' il bivio da cui sale la strada per (km 5.5) M. Cavo, da cui splendido panorama. A Nemi, portarsi nel giardino a picco sul lago, sotto l'imponente palazzo Ruspoli. Velletri ha una bella Cattedrale e un imponente Municipio cinquecentesco; superba la torre del Trivio. La piccola Lanuvio conserva fra le mura l'assetto medioevale e vari resti romani. A Genzano, attraversato il pittoresco abitato (notare la piazza principale aperta sulla pianura, con la caratteristica fontana), ci si rechi al lago a vedere i resti delle famose navi romane nel Museo Nemorense. Alle porte di Ariccia e' il santuario di S. Maria di Galloro, con una Madonna dipinta su un masso; all'estrmo opposto dell'abitato, l'armoniosa piazza della Repubblica, del Bernini, all'imbocco del famoso ponte. Albano Laziale e' ricca di resti romani: all'ingresso sono la Tomba degli Orazi e dei Curiazi e il Museo Archeologico; al centro, la Porta Pretoria e S. Maria della Rotonda, ricavata da un ninfeo; in cima al paese, il Cisternone. A Castel Gandolfo affacciata all'orlo del cratere del lago di Albano, fa spicco il palazzo Pontificio; notevole e' la piazza del Plebiscito. Bellissimo e' il periplo del lago di Albano; al termine si scende al piazzale ove erano gli impianti olimpici. ACQUISTI.- I romani comprano qui ortaggi e frutta (asparagi a Genzano, cipolle a Marino, cavoli e broccoli ad Albano Laziale, pesche a Castel Gandolfo, fragole a Nemi), olio e, naturalmente, vini. Qualche dolce locale (a Frascati ciambelle e biscotti alle mandorle). Chi e' di passaggio si orienti soprattutto sui vini (Frascati, Cesanese a Marino, Malvasia a Grottaferrata, Cannellino e rossi di Colonna, bianchi di Lanuvio); si scelgano le qualita' e le annate migliori, poiche' quelli andanti decadono subito, fuori dai luoghi di origine. CURIOSITA'.- Secondo una leggenda il nome di Grottaferrata deriverebbe da una grotta, in cui nel X sec. si rifugio' S. Nilo di ritorno da una visita al papa a Roma; al monaco basiliano sarebbe apparsa la Vergine, e piu' tardi, alla grotta consacrata sarebbe stata apposta una cancellata. Pare invece che il nome derivi da due camere sepolcrali romane con finestre ferrate in cui fu ricavata una cappella cristiana.