Siete in: HOME > Sicilia

Alberghi, hotel, bed and breakfast, CL, CT, EN, ME, PA, RG, SR, TP






Per le province:CaltanissettaCataniaEnnaMessinaPalermoRagusaSiracusaTrapani e dintorni, qui sopra troverai le strutture ricettive inverno 2011-2012 per tutte le tasche e disponibilità. Dopo aver scelto l'albergo, villaggio, hotel, solo prima colazione, campeggio per la regione Sicilia, su Soloprimi troverai indicate le principali attrazioni, musei, sagre, feste patronali e tradizionali, siti archeologici, teatri, chiese e conventi più interessanti.


La Sicilia, separata dalla punta meridionale della Penisola dal breve stretto di Messina (3 km), e' la maggiore e piu' popolosa isola d'Italia e del Mediterraneo. Regione essenzialmente collinare e montuosa, presenta un'orografia complessa, con aspetti morfologici molto variati. Un vero andamento generale a catena si riscontra solo nella parte settentrionale, ove si innalzano: i M.Peloritani (Pizzo di Polo m 1286), simili ai rilievi calabri; i M. Nebrodi (o Caronie), con groppe superiori ai 1500 m, ma di formr morbide; il gruppo delle Madonie, la cui parte centrale culmina con un altopiano carsico (doline) sovrastato da cime di poco inferiori ai 2000 metri. La parte Ovest dell'isola e' caratterizzata da rilievi ora isolati, ora raggruppati irregolarmente (punte massime, nell'interno, il M. Cammarata m 1579 e la Rocca Busambra m 1615); alcuni, come i monti dela Conca d'Oro e il M. S. Giuliano che porta la suggestiva Erice, fiancheggiano il Tirreno. Nel versante meridionale tipico e' l'altopiano solfifero, cosiddetto per la frequenza di masse di zolfo, associato a gessi e argille; l'angolo Sudest e' occupato dai M. Iblei (M: Lauro m 986). Spicca nella morfologia dell'isola per altezza (m 3323) e grandiosita' di linee l'apparato vulcanico dell'Etna; piu' piccoli apparati vulcanici si trovano nelle isole minori: Stromboli e Vulcano (attivi), Ustica, Pantelleria. Le pianure sono ristrette a brevi tratti lungo il litorale; l'unica relativamente ampia e' la piana di Catania, d'origine alluvionale. L'agricoltura, che fino a pochi anni orsono costituiva l'attivita' economica prevalente della regione, e' caratterizzata da colture cerealicole estensive nell'interno e lungo la costa meridionale (grano duro, orzo), da leguminose (fave) e da colture alboree specializzate nelle zone costiere. Cospicua e' la produzione di ortaggi (carciofi,i carote, pomodori, finocchi, cavolfiori, piselli, peperoni, melanzane), che per la loro precocita' favorita dall'espandersi delle coltivazioni in serra, alimentano una forte esportazione. Grande peso economico hanno gli agrumi (limoni, mandarini, arance), rinomatissimi e largamente esportati. Segue per importanza la vite, che produce vini di alta gradazione alcolica, e anche tipi pregiati (Marsala); poi l'olivo e il mandorlo. Modesto e' il patrimonio zootecnico (ovini e caprini), poco favorito dalla scarsita' dei foraggi. Rilevante l'attivita' peschereccia (sardine, alacce, tonno, pesce-spada, anguille). Nel settore industriale e' tradizionale la produzione dei derivati agrumari e degli alimentari; in quello minerario lo sfruttamento dei giacimenti di zolfo,ora in declino (territori di Caltanissetta, Enna e Agrigento) e della roccia asfaltica (Ragusano). Nel dopoguerra si sono sviluppate le industrie estrattive dei sali potassici (nella stessa zona solfifera) e del petrolio (Ragusano, Gela). Notevole incremento hanno registrato le industrie elettriche (centrali idroelettriche e soprattutto termiche), che hano favorito l'insediamento dei grandiosi complessi di Augusta-Siracusa, Gela, Porto Empedocle, Milazzo (raffinerie di petrolio, prodotti chimici, materie plastiche, fertilizzanti). Cementerie sono a Isola delle Femmine, Catania, Porto Empedocle, Augusta, Ragusa; una cartiera e' a Fiumefreddo di Sicilia. Ingente la produzione del sale comune, ricavato sia dai giacimenti di salgemma, sia dalle saline marittime (Trapani, Augusta). L'artigianato offre, fra l'altro, i famosi ''pupi'' palermitani, i legni dipinti, gli strumenti musicali, i ricami, le ceramiche. Notevole e' il movimento turistico alle cui mete classiche (Taormina, Siracusa, Agrigento, Palermo) si sono aggiunte nuove attrattive favorite da moderne attrezzature ricettive specie sul litorale settentrionale e nelle isole minori. Suggestiva, e' la bellissima caletta dei Zimmari, a Panarea una delle isole dell'arcipelago delle Eolie. Capoluogo della regione e' Palermo; altri capoluoghi di provincia sono Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. STORIA.- Nell'antichita' la Sicilia fu sede di una fiorentissima civilta', dovuta alla colonizzazione greca. Dall'VIII sec. a. C. popolazioni elleniche si stanziarono lungo le coste dell'isola sovrapponendosi ai primitivi abitatori Sicani e Siculi. Sorsero cosi' le citta' di Nasso, Siracusa, Leontinoi (Lentini), Megara Iblea, Catania, Zancle (Messina, Imera, Selinunte, Agrigento, Gela; col V sec. a. C. l'ellenizzazione dell'isola era completa. Su tutte le citta' ebbe il sopravvento Siracusa, specie dopo la rotta inflitta nel 413 a. C. alla gelosa Atene. Essa fu la principale animatrice della lunga lotta contro i Cartaginesi, che insediati nell'estremita' occidentale dell'isola, fondandovi i centri di Mozia, Panormo (Palermo) e Solunto, miravano di la' a estendere il loro dominio su tutto il territorio. Nel 264 a. C., con la prima guerra punica, ebbe inizio l'intervento di Roma nelle vicende siciliane, conclusosi nel 212 con la completa conquista, la quale doveva rapportare una radicale trasformazione nella vita e nell'economia isolana. Nel V sec. d. C. l'isola fu invasa dai Vandali, a cui presto si sostituirono i Goti; ma nel 535, e per tre secoli, rientro' nell'orbita bizantina. A partire dall'826 la conquistarono gli Arabi, che le diedero un notevole incremento economico e civile. Una nuova era di benessere le si schiuse con il dominio dei Normanni (1061), i quali vi fondarono un regno glorioso, di cui Palermo fu la splendida capitale. Il seguente periodo svevo fu illuminato dall'opera di Federico II (1220-50), ordinatore dello stato e protettore delle arti. Ma con la morte di Manfredi (1266) incominciarono i disordini, le lotte civili, la decadenza. La popolazione si ribello' con la famosa insurrezzione dei ''Vespri'' (1282) al malgoverno degli Angioini e acclamo' re Pietro d'Aragona. Cosi' l'isola entrava nell'orbita della Spagna; unita dapprima al regno d'Aragona, poi al vasto stato spagnolo, essa fu governata per tre secoli da un vicere' (1415-1712). Dagli Spagnoli passo' per breve tempo ai Savoia, agli Austriaci, poi stabilmente ai Borboni di Napoli, che dal 1815 fregiarono del titolo di re delle Due Sicilie. Lo sbarco di Garibaldi a Marsala (1860) e le rapide vittorie seguite, determinarono il crollo del regno borbonico e l'annessione dell'isola all'Italia. Dal 26 febbraio del 1948 la Sicilia e' costituita in Regione autonoma, con propri poteri legislativi, nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato Italiano. ARTE.- La Sicilia fu una gloriosa provincia dell'arte greca, la quale vi trovo' alcuna delle sue piu' nobili e rappresentative espressioni. Gli scavi hanno portato alla luce, oltre al prezioso materiale che costituisce lo straordinario patrimonio dei musei di Palermo, Siracusa, Agrigento, Gela, ecc., grandiosi complessi archeologici; il teatro Greco; il Tempio di Atena, le latomie, il castello Eurialo a Siracusa; i suggestivi templi dorici ai piedi della moderna Agrigento; le mura di Gela; le immani rovine di Selinunte; il tempio di Segesta; le rovine di Akrai a Palazzolo Acreide, quelle di Eraclea Minoa, e di tante altre citta'. Non meno imponenti sono le testimonianze romane: l'anfiteatro di Siracusa; iltatro di Taormina; gli scavi di Tindari e di Solunto; i meravigliosi mosaici della villa Romana di Piazza Armerina e quelli recentemente scoperti presso Eloro. Momento felicissimo dell'arte isolana fu il periodo normanno (XI-XII sec.), quando l'architettura, fondendo elementi latini, bizantini e arabi, eresse: la chiesa della Martorana e la cappella Palatina, fulgenti di mosaici bizantini, la cattedrale, S. Giovanni degli Eremiti, i palazzi arabeggianti della Zisa e della Cuba a Palermo; i duomi di Monreale e di Cefalu', anch'essi rutilanti di mosaici; il duomo di Messina e altri edifici. L'arte gotica fece le sue prime prove nei duecenteschi castelli imperiali di Siracusa (castel Maniace) e di Catania (castello Ursino), e nel secolo successivo impronto' i vari palazzi baronali a Palermo (lo ''Steri''; palazzo Sclafani), a Taormina, a Siracusa e altrove. Nel '400 i nuovi rapporti politici con la Spagna introdussero le forme fiorite del gotico catalano, che ebbero in Palermo un rielaboratore di eccezionale genialita' nell'architetto Matteo Carnelivari (palazzo Abatellis; S. Maria della Catena). Contemporaneamente Messina dava con Antonello il piu' grande pittore siciliano di tutti i tempi e uno dei piu' severi maestri del Rinascimento. I nuovi ideali rinascimentali vennero timidamente diffusi da pittori della scuola messinese e da scultori come Francesco Laurana e i Gagini; poi nel '500 affluirono nell'isola numerosi architetti, scultori e pittori minori, introducendovi le forme del manierismo toscano e romano. Con il barocco (XVII-XVIII sec.) la Sicilia ebbe di nuovo una fioritura artistica rigogliosa, Al barocco, infatti, Palermo deve la sua monumentale fisionomia; Catania il suo impianto urbanistico di citta' settecentesca; Siracusa la sua bella piazza del Duomo; Ragusa, Noto, Comiso, Scicli e altri centri una bellezza insospettata di ariose e fantasiose architetture. COSTA SETTENTRIONALE SICULA.- Itinerario vario e ricco di motivi d'interesse, che segue la via d'accesso piu' frequentata dal continente al capoluogo siciliano. Alla bellezza del paesaggio marino che quasi constantemente l'accompagna, si aggiungono stimolanti richiami storici ed artistici: rovine di citta' greche e romane, superbe cattedrali normanne, castelli medioevali, ville e chiese barocche. Da Messina si segue l'autostrada, evitando cosi' la traversata dei Peloritani e la successiva lunga sfilata di abitati litoranei. Si puo' fare una prima uscita a Milazzo per la visita della cittadina; una seconda alla staz. Barcellona per la zona di Castroreale; dalla staz. Falcone si sale a Tindari. Il percorso costiero e' assai interessante tra Capo Calava' e Capo d'Orlando; dopo si fa piu' monotono, stretto fra i Nebrodi e il mare, fino alle porte di Cefalu'. La diversione nell'interno per Castelbuono e Petralia consente di esplorare la zona delle Madonie; piacevole e' la traversata montana da Polizzi a Collesano per Pian Zucchi. Ritornati alla costa, si puo' ancora seguire l'autostrada da Buonfornello a Casteldaccia, con una sola uscita a Termine Imerese. La si lascia per fare il giro dei capi Zafferano e Mongerbino, che offrono bellissime vedute lungo la costiera di Solunto e, girato il capo, sul golfo di Palermo con lo sfondo del M. Pelegrino. Rientrati nell'autostrada a Bagheria, si giunge in breve a Palermo. DA VEDERE.- Messina e' un'animata citta' risorta dalle distruzioni del terremoto e della guerra. Si visitino il Duomo, la chiesa della SS. Annunziata e il Museo Nazionale, e ci si spinga fino alla punta del Faro. Chi ha tempo, da Messina puo' seguire la vecchia Statale che sale alla Portella Rizzo e percorre la dorsale dei Peloritani, tra pinete, fino all'Antennamare m 1124, da cui si ha una stupenda vista sullo Stretto e sul golfo di Milazzo fino alle Eolie. A Milazzo pittoresca e' la parte piu' antica della citta', sotto il Castello, ove e' il bianco Duomo Vecchio. Proseguire poi per la punta estrema del promontorio fino al faro, in vista delle Eolie. Chi puo', destini un paio di giorni alla visita di questo bellissimo arcipelago, raggiungibile velocemente in aliscafo. Da Barcellona Pozzo di Gotto puo' essere interessante un'escursione (km 9) a Castroreale, cittadina in bella posizione con interessanti chiese. Dopo Castroreale Terme, a S. Biagio sono gli scavi di una villa romana del I secolo. Tindari e' suggestiva per l'ambiente e il panorama; tra le rovine archeologiche campeggiano la Basilica e il Teatro greco. A Patti di qualche interesse la Cattedrale. Da S. Stefano di Camastra varrebbe la pena di fare una puntata (km 18) a Mistretta, cittadina sui Nebrodi con alcune belle chiese. Da Castel di Tusa gli appassionati di archeologia salgono alle rovine dell'antica Halaesa. Cefalu' e' la tappa piu' importante dell'itinerario per la sua magnifica Cattedrale normanna, per il Museo Mandralisca (celebre tavola di Antonello da Messina) e per la bellezza dell'ambiente marino. Si sosti brevemente al Santuario di Gibilmanna, meta di pellegrinaggi in splendida posizione. A Castelbuono di qualche interesse le due chiese Matrici (Vecchia e Nuova) e il Castello con stucchi del Serpotta. Un bel panorama fino all'Etna si ha dalla Trinita' dopo Geraci Siculo. Petralia Sottana vanta una ricca chiesa Matrice; portarsi a Petralia Soprana, che ha pure ricche chiese e gode di bei panorami. A Polizzi Generosa la chiesa Madre custodisce un trittico fiammingo. Anche a Collesano la chiesa Matrice ha opere d'arte di notevole interesse. Presso Buonfornello sono le poche rovine della greca Imera. Termine Imerese conserva resti romani nella Villa Palmeri. Si visiti il Duomo e ci si affacci al panorama dal Belvedere. Consigliata l'escursione (km 10) a Caccamo, per il turrito, gran castello (visitabile) e qualche chiesa. Aggiunge suggestione alle rovine di Solunto, che presentano l'assetto di un centro ellenistico-romano, lo splendido scenario in cui si trovano. Bagheria e' famosa per le sue ville settecentesche, molte purtroppo fatiscenti. Palermo affascina per la singolarita' dei suoi monumenti normanni e barocchi, il rigoglio dei giardini, lo splendido scenario dato dalla Conca d'Oro. Una visita anche sommaria non puo' trascurare la Martorana, la Cattedrale, la Cappella Palatina nel palazzo dei Normanni, S. Giovanni degli Eremiti, il Museo Archeologico, la Galleria Nazionale, il parco della Favorita, nonche' i bellissimi dintorni: Monreale con il suo superbo Duomo, il M. Pellegrino che domina il panorama. ACQUISTI.- A Messina e a Palermo in vari negozi di rigattieri si puo' trovare un vasto campionario di ''pupi'', paladini, elmi, pezzi di carretto siciliano, e altro pseudo-antiquariato; se si vuole qualcosa di piu' originale scegliere bambole in costume e pupazzi in zucchero stampato, vetrate colorate e ceramiche d'arte, ricami e tapeti. Lungo l'itinerario, da segnalare i ricami di Patti, le ceramiche di S. Stefano di Camastra, i tappeti di Caccamo, e specialmente i vini (Capo Bianco e Rosso, Malvasia a Milazzo; Rubino del Faro, Bianco Cariddi, nel Messinese; il Solunto e altri). CURIOSITA'.- Tra le figurazioni meccaniche in movimento ad ore stabilite sul grande orologio astronomico che orna il campanile del Duomo di Messina, e che costituiscono un'attrattiva singolare della citta', alcune sono legate a storie e leggende locali. Il leone dorato che ruggisce a mezzogiorno era un tempo l'emblema della citta', ora della provincia; Dina e Clarenza, le due figure femminili che battono le ore, erano eroine che durante la guerra dei Vespri salvarono con un tempestivo allarme la citta' da un attacco notturno. Nel riquadro maggiore la Madonna (detta appunto della Lettera) consegna una lettera di benedizione ai messinesi guidati da S. Paolo secondo una tradizione che risale al primo Cristianesimo; in quello piu' basso una leggendaria colomba segna il primitivo tracciato del tepio sul colle di Montalto, dominante Messina. L'orologio, uno dei piu' complessi del genere, fu costruito a Strasburgo e inaugurato nel 1933.