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Per le province:BolzanoTrento e dintorni, qui sopra troverai le strutture ricettive inverno 2011-2012 per tutte le tasche e disponibilità. Dopo aver scelto l'albergo, villaggio, hotel, solo prima colazione, campeggio per la regione Trentino_AltoAdige, su Soloprimi troverai indicate le principali attrazioni, musei, sagre, feste patronali e tradizionali, siti archeologici, teatri, chiese e conventi più interessanti.


La regione del Trentino, e' in un ambiente contraddistinto da una bellezza naturale unica nel suo genere da vivere sia d'estate che d'inverno. L'ospitalita' della gente qui e' una tradizione consolidata. Panorami mozzafiato da ammirare sci ai piedi in un carosello di piste che collegano una valle all'altra. Impianti di risalita moderni e tracciati sempre innevati da percorrere in completa sicurezza. Ma il Trentino e' anche un patrimonio di storia, cultura, arte e tradizioni. In effetti se l'inverno sembrerebbe la stagione ideale da vivere in Trentino, il visitatore si ricredera' subito, visitando questi posti nei mesi primaverili ed estivi. I pascoli verdeggianti, l'aria tersa, l'acqua purissima e leggera fanno di queste valli un ambiente salubre da sempre rinomato. Le tradizioni e i profondi valori della gente insieme alla vette splendide delle Dolomiti, fanno da cornice a questa regione che sicuramente merita di essere visitata. Tutte le stagioni sono buone per vivere l'Alto Adige, con tutti i cinque sensi. Lontani dalla frenesia delle citta' e dallo stress di tutti i giorni, l'Alto Adige e' autentico paradiso per le camminate e tutti gli amanti della natura trascorreranno ore in totale serenita' all'aria aperta, scoprendo insieme i segreti dello stupendo mondo alpino di questa regione. Dopo una giornata ricca di emozioni vi accoglieranno sicuramente gli abitanti del posto con la loro ospitalita' e calma. Specialita' culinarie, massaggi, bagni aromatici nella migliore tradizione del SudTirolo. Qui troverete tutto quello che una famiglia con i propri bambini puo' desiderare per rilassarsi e farsi viziare.TRENTINO.- Il Trentino occupa il territorio della media valle dell'Adige con le varie valli confluenti, l'alto bacino del Sarca, quello del Chiese fino al lago d'Idro, l'alta valle del Brenta (Valsugana) fino alla stretta di Primolano e il bacino superiore del Cismon. Lo delimitano a Nordovest la catena che si dirama dal Cevedale e scende verso l'Adige, a Ovest il gruppo dell'Adamello, a Est le Dolomiti. Le principali valli confluenti dell'Adige sono quelle del Noce (dette di Sole e di Non) e dell'Avisio (dette di Fassa, di Fiemme e di Cembra). Regione totalmente montuosa, presenta caratteristiche morfologiche tra le piu' variate; abbraccia formazioni prealpine (parte della catena del Baldo, affacciata al Garda, e il gruppo del Pasubio), imponenti gruppi dolomitici a Est dell'Adige (Marmolada, catena dei Lagorai, Pale di San Martino) e a Ovest (gruppo di Brenta), e include a occidente il versante dell'Adamello e la Presanella. Completano il quadro paesistico alcuni altopiani (di Folgaria, di lavarone) e gli danno tono e vivacita' numerosi laghetti (di Molveno, Castel Toblino, Caldonazzo, Levico, Tovel, ecc.). L'economia della regione e' basata principalmentesull'agricoltura e sul turismo. La ricchezza dei boschi consente una forte produzione di legname, e l'estensione dei pascoli un sufficiente allevamento di bovini; notevole e' la coltivazione delle piante da frutta (pere, mele) e della vite, specie nella valle dell'Adige e nella val di Sole. STORIA.- Per la sua particolare posizione geografica di zona di transito, il Trentino ha avuto l'apporto di civilta' delle varie popolazioni scendenti dal Brennero o risalenti dalla Chiusa di Verona. Fu romanizzato dal III sec. a. C. e Trento divenne il principale centro, acquistando importanza militare e strategica. I Longobardi unificarono la regione nel ducato di Trento, il piu' settentrionale del loro dominio, sostituito poi da una marca sotto Carlomagno, gravitante verso la pianura padana. Il 952 segno' il passaggio del Trentino al regno di Germania; gli imperatori crearono il principato ecclesiastico di Trento, che dal 1027 al 1803 rimase un elemento determinante nel quadro storico della regione. Napoleone dopo averlo ceduto all'Austria (1802), nel 1810 l'aggrego' al Regno Italico (dipartimento dell'Alto Adige). Unito nel 1816 all'Austria e incorporato al Tirolo, il Trentino passo' definitivamente alla madrepatria nel 1918. ARTE.- Nel Trentino l'architettura e la scultura furono durante il periodo romanico monopolio di maestri lombardi, che con il Duomo di Trento crearono il monumento piu' insigne della regione. Il gotico, protrattosi per tutto il '400 e oltre, ispiro' le forme di varie chiese (Cavalese; Cles) e castelli, e lascio' nel campo pittorico singolari documenti sia di ispirazione cavalleresca, come gli affreschi del castello di Avio e i ''Mesi'' della Torre dell'Aquila a Trento (1407 c.), sia di ispirazione religiosa, come gli affreschi del Duomo di Trento raffiguranti la leggenda di S. Giuliano. Il Rinascimento, che si diffuse nella regione per iniziativa del vescovo Bernardo Clesio, ha la sua piu' tipica e compiuta espressione architettonica a Trento nel Castello del Buonconsiglio, mentre numerosi palazzi si ispirano, sia nell'architettura come nella decorazione ad affresco della facciata, ai modi veneti. Notevoli testimonianze pittoriche lasciarono nella regione nel '500 i due Dossi, il Romanino, il Fogolino e altri minori artisti bergamaschi (Baschenis) e veneti. ALTO ADIGE.- L'Alto Adige, che corrisponde alla provincia di Bolzano, occupa il versante merionale delle Alpi Atesine (Venoste, Passirie, Breonie, Aurine, Pusteresi), primo settore delle Alpi Orientali. Consta dell'ampio solco vallivo dell'Adige e delle valli confluenti, dalla stretta di Salorno alla catena principale spartiacque: poderoso baluardo arcuato estendentesi dall'Ortles al Picco dei Tre Signori e alle Alpi Carniche, e che include il punto piu' settentrionale della Penisola (Vetta d'Italia m 2911). La regione essenzialmente montuosa, comprende oltre a numerosi complessi di natura cristallina, anche cospicui gruppi dolomitici (Sella, Sciliar, Sassolungo, gruppi della val Gardena, il versante occidentale del Catinaccio-Latemar). Le principali valli in cui si articola la zona, oltre a quella dell'Adige che nella parte superiore prende il nome di val Venosta, sono la val d'Ultimo, la val Passiria, la valle Sarentina, la valle dell'Isarco, la val Badia, la valle della Rienza, la val Gardena, talora recinte da pareti ripide, talora allargate in conche ridenti (Merano, Bressanone, Vipiteno). Una nota particolare a questo paesaggio, grandioso e vario, e' data anche da alcuni altipiani (Renon ,Siusi) a praterie e pascoli e da splendidi laghetti (Carezza, Braies). L'economia della zona e' basata soprattutto sull'agricoltura, praticata nei fondovalle (segale, orzo, patate, foraggi); buono l'allevamento del bestiame (rinomati latticini); la frutticoltura (mele, pere, pesche) e la viticoltura (Merano, Bolzano, Bressanone, Caldaro) danno forti produzioni; cospicua importanza economica hanno gli estesi boschi di conifere. Fiorentissime le attivita' connesse col turismo, che si avvalgono di impianti sportivi e di attrezzature ricettive tra i piu' moderni ed efficienti d'Italia. STORIA.- Dopo la conquista romana (I sec. a. C.) il territorio viene inserito nella X regione. Il periodo longobardo e' caratterizzato da lotte coi Baiuvari, continuate anche sotto i Franchi. Col XI sec. la regione passa sotto il controllo civile ed ecclesiastico dei vescovi di Trento e di Bressanone, spesso contrastati dai conti di Tirolo, che finiscono col prevalere (XIII sec.). Dopo saltuari predomini dei conti di Gorizia e degli Asburgo (1363), la zona vede l'affermazione definitiva dei conti di Tirolo (nel 1513 a Bolzano). Nel 1803 il principato di Bressanone e' secolarizzato e consegnato all'Austria, alla quale passa poco piu' tardi tutto il territorio, dopo una breve annessione alla Baviera e al Regno napoleonico d'Italia. Finalmente nel 1918 la regione e' unita all'Italia. ARTE.- La prima notevole espressione d'arte nell'Alto Adige (affreschi di S. Procolo a Naturno) risale all'eta' merovingia, ma bisogna giungere al periodo romanico per trovare documenti di una consistente operosita' artistica. Numerose chiese romaniche (S. Candido, Novacella, Monte Maria) e parecchi castelli (Castel Tirolo) con le loro decorazioni pittoriche offrono testimonianza, specie nella val Venosta, di una vivace attivita' con inflessioni stilistiche locali. Un piu' ampio sviluppo e un assai lungo periodo di svolgimento, specie nella pittura e nella scultura, presenta l'arte gotica che ha lasciato preziosi altari lignei e cicli di affreschi profani (Castel Roncolo) e religiosi (chiostro di Bressanone), caratterizzati spesso da influssi giotteschi. L'architettura gotica s'impone con tipiche forme nordiche e con semplici strutture in moltissime chiese (parrocchiali di Bolzano, Merano e Vipiteno), in parecchi castelli e in costruzioni civili che spesso creano, in centri grandi e piccoli, tipici complessi urbanistici. Alla fine del '400 appare con Michele Pacher, pittore e scultore, la piu' interessante e spiccata personalita' della regione. Dopo il '500, che segna un periodo di decadenza, durante il quale sorge in alcuni centri, come a Caldaro, per un tardo influsso rinascimentale italiano il tipico ''stile d'Oltradige'', si ha una ripresa con l'arte barocca, dalle forme sontuose e insieme controllate (S. Michele a S. Candido, Novacella). IL LAGO DI MISURINA E L'ALTA VAL PUSTERIA.- L'itinerario si svolge attraverso uno dei piu' bei settori delle Dolomiti Cadorine, quello a Est di Cortina, dove signoreggiano le spettacolose Tre Cime di Lavaredo, e incontra due famosi laghi: quello di Misurina e quello di Braies. Da Cortina si sale a svolte per prati e boschi, con vista sulla conca e la sua prestigiosa cornice di monti, al passo Tre Croci m 1814, sotto le pareti del Cristallo. Si contorna quindi la testata della boscosa alta valle dell'Ansiei e lo scenario cambia: sulla d. la bastionata del Soparis e, al di la', la catena delle Marmarole; di fronte, i picchi dei Cadini. Subito dopo ci si affaccia al suggestivo lago di Misurina, nel cui sfondo si presentano in magica visione le Tre Cime di Lavaredo, che poi si raggiungono salendo dal Col Sant'Angelo per una bella strada fino al rifugio Auronzo m 2320. Ritornati al colle, si discende la cupa val di Landro, lungo la quale si incontrano il malinconico lago di Landro sotto la Croda dei Baranci e piu' oltre il piccolo lago di Dobbiaco, e si sbocca infine nella vasta conca di Dobbiaco. Si e' qui nella val Pusteria, tutta aperta, verde e pianeggiante, che si prende a scendere dolcemente. Dopo Villabassa, una deviazione a sin. porta in breve al suggestivo lago di Braies. Ritornati, si continua nell'ampio e ben coltivato fondovalle toccando Monguelfo col suo bel castello e, fatta una puntata al solitario lago di Anterselva, si giunge a Brunico. DA VEDERE.- Lungo la salita al passo Tre Croci si incontra la stazione della cabinovia del Cristallo, che per un impressionante canalone sale alla stretta forcella Staunies; lo spettacoloso panorama che si scopre dai vari terrazzi sulla forcella, specie verso Nord, dalle Tre Cime al Grossglockner, e' una delle tante esperienze indimenticabili riservate dalle Dolomiti. Il lago di Misurina e' tra le classiche mete dolomitiche; farne possibilmente il giro per godere la magnificenza dello scenario che vi si specchia. Dal rifugio Auronzo, sotto le enormi muraglie delle Tre Cime di Lavaredo, grandioso e' il panorama dolomitico e la valle dell'Ansiei. Volendo si puo' continuare fino al rifugio Lavaredo, qui lasciare l'auto e raggiungere a piedi in 45 minuti la forcella Lavaredo (bellissima veduta d'infilata sulle Tre Cime); a chi ha tempo si consiglia di proseguire ancora fino al rifugio Locatelli (1 ora) sotto i Tre Scarperi. Altra gita raccomandabile, per chi volesse dedicare un'intera giornata a questa zona dolomitica, e' l'escursione al M. Piana, teatro di combattimenti nella guerra 1915-18. Scendendo su Dobbiaco si sosti un attimo poco oltre il lago di Landro per un'ultima veduta delle Tre Cime e del Cristallo. Il lago di Braies, un'altra famosissima meta dolomitica, e' anche piu' suggestivo del lago di Misurina. Dalla strada del lago, chi ha tempo si spinga fino a Prato Piazza m 1993, al fondo della valle di Braies Vecchia, in un magnifico scenario sotto la Croda Rossa. Escursione da non tralasciare, se si dispone di qualche ora in piu', e' quella alla tranquilla valle di Anterselva fino al laghetto alla sua testata, in una mirabile cornice di boschi. A Brunico si percorra la via Centrale, cuore della citta' vecchia, e ci si porti al Castello, del XIII-XIV secolo. Se possibile, si salga con la funivia a Plan de Corones m 2273, belvedere sulle Dolomiti e sulla val di Tures. ACQUISTI.- Prodotti tipici di artigianato altoatesino si trovano nei negozi di Dobbiaco e di Brunico: tessuti artistici, ceramiche, legni intagliati. Ma forse e' piu' interessante il repertorio gastronomico: ''speck'', formaggi, dolci (strudel, zelten, torte varie). CURIOSITA'.- Una storia curiosa spiega il motivo per cui il confine fra i comuni di Auronzo e di Dobbiaco e', lungo la strada di Misurina, quasi al fondo della val di Landro. Ai primi del '700, dopo varie dispute, i ''Marighi'' (podesta') dei due paesi, decisero di stabilire il confine ove due donne, scortate da drappelli delle opposte fazioni si sarebbero incontrate, partendo all'alba dai rispettivi paesi. Durante la notte la donna di Auronzo, sorvegliata dal drappello dei Dobbiacensi, attende il canto del gallo lavorando a maglia. I giovani, stanchi, si addormentano, e la donna ne approfitta per pungere con un ferro il gallo, che si mette a cantare molto prima del levar del sole. E' il segnale della partenza, e il di tempo va tutto a favore di . L'episodio e' ricordato ad Auronzo dalla chiesetta delle Grazie, sul cui tetto vi e' un galletto di ferro con tre buchi. LE PALE DI S. MARTINO E LA VAL DI FIEMME.- Bellissimo itinerario di montagna che si svolge nella zona meridionale delle Dolomiti trentine e al quale conferiscono straordinario interesse la presenza delle fantastiche Pale di S. Martino e la vasta foresta di Paneveggio, la piu' suggestiva forse delle foreste di conifere. Da Fiera di Primiero si risale la stretta e boscosa val Cismon, sotto la spettacolosa bastionata delle Pale di S. Martino, fino alla conca di S. Martino di Castrozza, stazione alpina tra le piu' rinomate. Con una serie di tornanti tra pini si sale al passo di Rolle m 1970, tra la catena dei Lagorai e il gruppo delle Pale. Qui si aprono due possibilita': o discendere a risvolte nell'alta val Travignolo tra la fitta foresta fino a Paneveggio, ove si imbocca la strada del passo di Valles, oppure - e chi non teme strade di mediocre fondo e un poco avventurose non esiti ad optare per questa alternativa: lo ripagheranno largamente l'esaltante spettacolo delle Pale e la pace dell'ambiente alpestre quasi primigenio - prendere poco prima del passo la strada secondaria che serpeggiando sale alla baita Segantini, sotto il vertiginoso Cimon della Pala detto per la sua forma ardita il Cervino delle Dolomiti, e scende per l'idilliaca val Venegia fino a congiungersi con la strada proveniente da Paneveggio, per la quale si risale al solitario passo di Valles m 2033. Rapida discesa alla conca di Falcade e salita attraverso bosco alla sella prativa del passo di S. Pellegrino m 1918. Tra pascoli e boschi, con vista a destra sui Monzoni si cala su Moena, nella val di Fiemme, che poi si discende fino a Predazzo e la si percorre a mezza costa fino a Cavalese, in un susseguirsi di localita' di soggiorno. DA VEDERE.- A Fiera di Primiero si dia un'occhiata alla cinquecentesca casa del Dazio e si visiti la vicina parrocchiale tardo-gotica (1493). Da S. Martino di Castrozza e' d'obbligo la salita in seggiovia e funivia alla Rosetta m 2609, su uno spoglio ripiano roccioso a strapiombo sulla valle, sotto il Cimon della Pala. Attraversando la meravigliosa foresta di Paneveggio, specie se si segue da Paneveggio la strada del passo di Valles, si ceda al suo incanto facendo ripetute soste nelle fresche radure. Poco oltre il passo di S. Pellegrino una breve diramazione a sinistra porta al minuscolo lago omonimo, in cui si specchiano i Monzoni. A Moena accanto alla parrocchiale e' la chiesetta medioevale di S. Volfango, con affreschi quattrocenteschi e sculture gotiche. A Predazzo gli appassionati di mineralogia possono visitare il museo Mineralogico presso la Casa della Cultura. A Tesero meritano un'occhiata la minuscola cappella di S. Rocco, con affreschi cinquecentaschi, e la gotica chiesa di S. Leonardo. A Cavalese di qualche interesse sono il cinquecentesco palazzo della magnifica Comunita' e la gotica parrocchiale. Avendo tempo si salga con la funivia all'Alpe Cermis m 2200, nella catena dei Lagorai, da cui si gode una magnifica vista. ACQUISTI.- Mobili rustici a Fiera Primiero e nella val di Fiemme; formaggi, burro e funghi alle malghe di passo Rolle e nella val Venegia (Malga Venegiota). CURIOSITA'.- A Cavalese, nel palazzo che fu gia' dei principi-vescovi di Trento, ha sede la Magnifica Comunita' di Fiemme, che nel Medioevo ebbe importanza anche politica a salvaguardia dell'autonomia della valle. Oggi, retta da un consiglio di ''regolani'' con un presidente, provvede all'amministrazione del vasto patrimonio di boschi e prati della valle. In passato la raccolta del fieno richiamava sulle praterie gran numero di valligiani, uomini e donne, che vi trascorrevano settimane e settimane, scendendo ai paesi solo la domenica mattina, dormivano in tende e vivevano di polenta e formaggio, gli uomini addetti alla falciatura, le donne alla rastrellatura, in ragione di una ''rasteladora'' ogni due falciatori. Il ''boletin'' tirato a sorte assegnava a ogni fiemmese l'appezzamento da falciare.